di Margi de Filpo -

Il testo è tratto dalle "99 Rimostranze a Dio", che sarà presentato in varie città italiane nel corso del "99 Rimostranze a Dio Tour". Prossime tappe: Roma, 14 marzo, e Reggio Calabria, 14 marzo. La rimostranza qui di seguito è a firma della scrittrice Margi de Filpo. 
 
(RIMOSTRANZA n.12)
Altissimo,
quando frequentavo la scuola elementare la maestra Betta, grande attivista per i diritti umani, ogni anno voleva che scrivessimo la lettera per Gesù bambino per chiedergli come regalo di Natale la pace nel mondo.
Betta era anche molto attenta allo sviluppo delle doti artistiche del bambino e, visto che a disegnare ero bravina, mi diceva sempre: «Disegna la colomba con il ramoscello di ulivo nel becco».
Ecco, dal momento che so che siete personcine carine, credo tuo figlio abbia frainteso: non intendevo dire che volevo in regalo un piccione.
Credo che cinque Natali di preghierine esaudite abbiano creato un gran casino negli anni a venire, perché i colombi che mi avete mandato si riproducono da vent’anni sul mio balcone e ormai hanno fondato una colonia. Lo so che dovrei imparare a rispettare tutte le specie viventi perché le hai create tu, ma diciamola tutta: se hai creato il cielo, la terra, il mare e tutte le creature in una settimana riposino incluso, qualcosina potrà anche esserti sfuggita di mano. E poi, anche volendo dare credito alla buona fede di tuo figlio, e tenendo conto del fatto che appartengono alla stessa famiglia, non puoi dirmi che la colombella bianca col ramoscello d’ulivo nel becco e il colombo grigio selvatico che scacarozza sul mio balcone siano esattamente la stessa cosa.
E non si tratta di una discriminazione di carattere cromatico: ho visto piccioni bianchi che scacarozzavano come quelli grigioverdi. Io non ti chiedo di incenerirli tutti con uno starnuto, non arriverei a tanto, ma ho letto — studio il nemico ormai da anni — che pur essendo animali spregevoli e puzzolenti che si adattano a qualsiasi tipo di habitat, la maggior parte di loro se ne sta bella bella nelle savane, nelle foreste tropicali e nei deserti. Al calduccio, insomma.
Spostali lì, qui fa freddo, ti assicuro che fa molto freddo.
E non venirmi a dire che ci sono trenta gradi a novembre e che con questo caldo a breve dovrò preoccuparmi dei piranha nel Tevere, perché ti rispondo che con tutta la roba che gira nel Tevere non credo faccia differenza un piranha. E poi, non sono pure quelli roba tua? Allora ammetti che stavi stanco e che potremmo rivedere un paio di dettagli, e non ne parliamo più. Ah, se ti dovessi chiedere come fare a riacchiappare tutti i piccioni che scorrazzano per la città e si nascondono al tuo passaggio ti semplifico la vita: vieni a vivere a casa mia. Ti sistemo la branda proprio accanto al balcone. Li trovi tutti lì, esattamente sopra il motore dell’aria condizionata, e anche sopra la caldaia esterna, e anche dentro la caldaia esterna. E se dovessi sentirti troppo solo, non temere: ho una brandina in più anche per la maestra Betta.