di Francesca Bellino

Il 19 di ogni mese a Buenos Aires si venera San Expedito, il patrono della cause rapide. Per farlo conoscere a tutti i lettori di Unonove vi racconto la sua storia attraverso una pagina del libro “Il prefisso di Dio” (Infinito edizioni), ambientato nel quartiere ebraico di Buenos Aires, in cui parlo di lui.

 

Dal capitolo: SAN EXPEDITO: IL FAST-FOOD DELLE GRAZIE

Dopo la bancarotta del 2001 si è fatta strada a Buenos Aires la figura di San Expedito, il patrono delle cause giuste e urgenti. Questo santo è ospitato e celebrato nella chiesa di Nostra Signora di Balvanera, uno dei principali centri cattolici del quartiere Once situato all’angolo tra la calle Bartolomé Mitre e Azcuenaga, poco distante dalle sinagoghe. La facciata della parrocchia si scorge da lontano perché è ricoperta da striscioni simili a quelli degli ultrà dello stadio, con su scritto in rosso: Aquí está San Expedito. Todos los 19 de cada mes se venera esta imagen1. Una delle particolarità di questa figura, nota come il «Santo dell’undicesima ora» perché interviene sulle emergenze e risolve casi di estrema urgenza, infatti, è che non viene celebrata solo una volta all’anno, il 19 aprile, data ufficiale della sua festa, ma ogni mese del calendario. L’usanza della multi-celebrazione è nata dal grande successo riscosso dal suo potere expedito, rapido. All’indomani della bancarotta, il popolo argentino non aveva il tempo di aspettare. Necessitava di salvagente immediati per non affogare e aveva fretta di vedere esauditi i suoi desideri. Come un supereroe invisibile, a questo punto è arrivato San Expedito, un ex soldato della Legione Romana che combatté per difendere l’Impero Romano dai barbari asiatici, molto noto anche in Brasile grazie a una telenovela che lo ha eletto protagonista.  

In pochissimo tempo la parrocchia di Once ha perso il suo nome originario ed è diventata per tutti semplicemente la «chiesa di San Expedito». Da undici anni il parroco che gestisce la struttura religiosa del quartiere è padre Fabrizio Maranzana, un uomo sulla quarantina, stempiato, paffuto, dall’aspetto bonario. È lui la memoria storica della nascita e dello sviluppo di questo fenomeno. «La mia chiesa è diventata come un fast-food delle grazie – spiega il parroco accogliendomi nel suo ufficio ordinato e spoglio – La venerazione per San Expedito raggiunge numeri esorbitanti. È uno dei santi più invocati in Argentina. Ogni mese siamo inondati da pellegrini e devoti che arrivano da tutta la nazione. Nel 2002 abbiamo raggiunto addirittura picchi di 60.000 persone in una giornata. Ogni devoto porta con sé una richiesta disperata e urgente e, ascoltando i racconti dei pellegrini e i credenti, i miracoli da loro chiesti vengono esauditi in un paio di giorni. Per questo motivo San Expedito è ormai famoso nel mondo per le sue grazie».

San Expedito è un convertito al Cristianesimo. La leggenda racconta che nel momento della conversione, un corvo che simboleggiava lo spirito del Male, gli disse: «Cras, cras, cras», che in latino significa: «Domani, domani, domani», per persuaderlo a rimandare la decisione. Lui rispose dicendo: «Hodie, hodie, hodie», ossia: «Oggi, oggi, oggi, non aspetterò domani. Sarò cristiano da oggi e si convertì». Questo comportamento non gradito all’imperatore Diocleziano che, il 19 aprile 303 dopo Cristo, lo fece uccidere a Melitene, sede di una delle province romane in Armenia, insieme ai suoi compagni Caio, Galatas, Hermogenes, Aristonico e Rufo. Così San Expedito diventò il Santo delle grazie dell’oggi, quelle che non possono aspettare domani. Prima era il Santo di giovani, studenti e infermi.

La vita di padre Fabrizio si è intrecciata con quella del Santo quando una devota del quartiere un giorno è arrivata in chiesa dicendo: «Voglio donarvi questa statuetta di San Expedito». «La lasciò e andò via, senza spiegarmi dove l’aveva trovata e perché voleva donarla alla nostra parrocchia» dice padre Fabrizio guardando in basso ed evitando il mio sguardo, come se stesse tutelando un segreto. «Il 17 gennaio 2004 – aggiunge – ne ho trovata un’altra statua. Era nascosta dietro l’altare. Provai un’emozione fortissima perché prima di quel momento non l’aveva mai vista lì. Da dove era arrivata? Chi l’aveva portata? Non cercai una spiegazione dell’evento, la accettai come dono divino. Oggi è quella statua ogni mese viene venerata dai fedeli».

I miracoli a San Expedito si possono chiedere in vari modi,: scrivendo la richiesta su un bigliettino che va imbucato in un apposito contenitore con sù scritto Intenciones, predisposto all’interno della chiesa, o attraverso una preghiera intima e silenziosa recitata di fronte alla sua statua, o nello spiazzale antistante la chiesa dove il prete di turno benedice i devoti presenti ogni ora, o durante la messa che si tiene ogni due ore, dalle 8.00 del mattino alle 21.00. Poi bisogna solo aspettare che il miracolo diventi realtà. Una delle emozioni che emerge maggiormente di fonte ai volti disperati e speranzosi del fast-food delle grazie argentino è la tenerezza. Mani grandi e piccole stringono l’immaginetta del Santo con il mantello rosso e la croce nella mano destra; occhi chiusi nascondono un’infinita speranza; lacrime liberatorie scendono su facce rugose e pelli lisce, anziani e giovani acquistano con fiducia la figurina colorata venduta in tutte le misure e le forme del Santo sulle bancarelle che il 19 di ogni mese invadono la calle Bartolomé Mitre, mentre mendicanti si dimenano tra i fedeli per raccimolare pochi spiccioli. Nei giorni di festa la strada che porta alla chiesa si riempie di barboni e poveri disabili che chiedono l’elemosina dalla carrozzella o strisciando a terra per impietosire i passanti. Qualcuno aiuta i commercianti a vendere le icone di San Expedito riprodotte in vari modi: su rosari e braccialetti, candele e portacandele, cornici e ciondoli, portachiavi e incesi profumati, tazze e fiori. Tra la mercanzia del suo banchetto qualcuno ha anche l’amuleto che porta salute, lavoro, amore, soldi, giustizia, felicità e scaccia via l’invidia. L’oración, l’orazione al Santo, è scritta ovunque in questo angolo della città e viene recitata infinite volte dai pellegrini: Glorioso San Expedito, che intercedi per le casue giuste e urgenti, aiutami in questo momento di afflizione. Intercedi per la mia richiesta davanti a Nostro Signore Gesù Cristo. Tu, che sei il Santo della fedeltà e del coraggio. Dà attenzione alla mia richiesta (…), ascoltami e proteggimi da tutti i mali. Te lo chiedo la pace per la mia famiglia. Fai che mi unisca di più ogni giorno a Gesù e a Maria sua Madre, perché converta il mio cuore e io possa godere della sua presenza. Amen.

 

1 Qui c’è San Expedito. Il 19 di ogni mese si venera questa immagine.