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Scritto il 29 giu 2012, e pubblicato in In evidenza, RacContando.

Il guardiano dei morti

di Giuseppe Merico

[il testo che segue è un'anteprima da "Il guardiano dei morti", di Giuseppe Merico, di prossima uscita con Perdisa Editore]

 

Luce. La scritta si legge Hodie mihi cras tibi, gli uomini di poca fede che la capiscono si tastano sotto, i credenti reclinano il capo dicendosi, “è così o è così che dev'essere”. Io, la scritta sopra il cancello la guardo tutte le mattine, pedalo e la guardo avvicinarsi. Di rame, verderame, barocca, immobile e impassibile. Vorrebbe spaventarmi, vorrebbe farmi stringere il manubrio della bicicletta o farmi stringere forte le chiappe, non ci riesce, non è cosa per lei, non adesso. Non dopo che è morto papà. Non dopo che ho contato i respiri non dopo che non finivano mai non dopo che la mamma mi ha guardato con quegli occhi che io quegli occhi spero di non vederli mai più. Lo abbiamo portato a casa, messo nella stanza in cui son cresciuto, messo dritto, girato di lato, alzato, abbassato, consumato. Lo abbiamo messo nella mia stanza da piccolo, nel letto con le sponde di ferro, sotto il quadro della Madonna con il bambino. Ce lo siam portati via dall'ospedale. È stato lui a volerlo. La mamma, poca luce, gli ha detto, “ora stai a casa tua, Nino” gli ha stretto la mano destra e glielo ha ripetuto. Ancora meno luce. Lui non ha risposto, ha continuato a respirare; non so se papà abbia mai sentito le parole della mamma o le sue preghiere silenziose recitate dentro di sé quasi si vergognasse, non so se abbia mai sentito gli ultimi quattro giorni. Luce che va a spegnersi. Lo abbiamo portato a casa che era già in coma, con la febbre da coma, con le mani da coma, con l'innocenza da coma, con la pelle che era la pelle di mio padre ma era pelle da coma, pelle in transito. Luce che si spegne. La scritta dice Hodie mihi cras tibi, lo sanno tutti, anch'io, per questo sorrido.
Buio.

Giuseppe Merico è nato nel 1974 a San Pietro Vernotico, tra Brindisi e Lecce, e vive a Bologna. Scrive per la rivista letteraria «Argo», ha pubblicato la raccolta di racconti Dita amputate con fedi nuziali (Giraldi, 2007) e il romanzo Io non sono esterno (Castelvecchi, 2011).

 

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