di Ivan Arillotta – 

Autore: “Cosa fai?”
Caligola: “Provo a dormire, con il tuo permesso.”
Autore: “Sei offeso?”
Caligola: “Sono umiliato.”
Autore: “Chi è stato?”
Caligola: “Il mondo.”
Autore: “Allora è grave.”
Caligola: “Passerà. Ci dormirò sopra e passerà.”
Autore: “L’umiliazione?”
Caligola: “Il mondo.”
Autore: “Dovrai dormire a lungo.”
Caligola: “La gente si suicida. Qual è il problema?”
Autore: “Vuoi ammazzarti dormendo? Mi metteresti nei guai.”
Caligola: “Mi si vuole colpevole pure da morto. Ma la smetti? Lasciami vivere, o quello che è. Vivacchiare, poltrire. Soprattutto dormire. Lasciami stare, cercati un altro.”
Autore: “Vuoi dormire o ti vuoi ammazzare?”
Caligola: “Per ora voglio dormire. Al risveglio si vedrà.”
Autore: “Ti aspetti un mondo diverso?”
Caligola: “Il famigerato mondo migliore! Sì, formalmente me lo aspetto, ma durante il sonno. Una bella razione, qualche spicchio, le briciole…qualcosa spero. Perciò, ti sarei grato se mi lasciassi alla mia occupazione. E non ti insediare accanto al letto, sei esasperante.”
Autore: “Domani si lavora?”
Caligola: “Sei molesto, assillante. A quest’ora dovresti dormire anche tu. Cosa c’è che non va?”
Autore: “Sono umiliato.”
Caligola: “Anche tu.”
Autore: “Sì.”
Caligola: “Sarà stato lo stesso mondo, ne sono sicuro.”
Autore: “È stato lui, infatti. Sono spaventato.”
Caligola: “Tutti sono spaventati. Tu, poi, sei particolarmente rompicoglioni in questi casi.”
Autore: “Il mondo mi si rivolta contro.”
Caligola: “Puoi essere meno retorico?”
Autore: “Ci proverò. Mi viene da vomitare.”
Caligola: “Calmati, non qui. Pensa alle pecore, ma che siano astratte. In ogni caso, lì c’è il balcone.”
Autore: “Preferisco le pecore astratte.”
Caligola: “Bene. Le vedi? Concentrati su di loro.”
Autore: “Caligola…”
Caligola: “Dimmi.”
Autore: “Il mondo…”
Caligola: “Il mondo cosa?”
Autore: “Me lo sono reso impossibile.”
Caligola: “Lo so, le tue ridicole piaghe mi infettano nello spazio di venti righe. Lo so bene.”
Autore: “Vuoi dire che soffri per colpa mia?”
Caligola: “Non ho parlato di colpe.”
Autore: “Indirettamente.”
Caligola: “Ma direttamente ti ho supplicato di tacere.”
Autore: “Sei legato a me.”
Caligola: “Come una sanguisuga. Non potrà che farti bene, il mio riposo. Pensa tu che portento che sono: io dormo un paio di secoli e tu mi prendi la percentuale. Lo scrittore è uno strozzino.”
Autore: “Fai come vuoi. Hai bisogno di una camomilla?”
Caligola: “Non mi serve nulla.”
Autore: “Buonanotte.”
Caligola: “Finalmente.”