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È una serata splendida. Mentre in tivù gioca l’ITALIA, volontari delle associazioni del paese ‒ Centro Sociale, Pro Loco, Copelia, Terre di Jacopino ‒ preparano la piazza di Castello di Serravalle.
Arriva anche la banda, anche loro cominciano a prepararsi mentre l’ITALIA va in vantaggio con uno splendido gol su punizione.
I volontari procedono spediti i preparativi, ora sono accesi i fornelli, le torte sono state tagliate, la piazza è piena di tavoli tovagliati, in rigorosa carta perché non c’è niente come la rigorosa carta per dar l’idea di festa. Ma questa non è una festa. L’aria che si respira è diversa, è aria di partecipazione. Che è un’altra cosa.
Arrivano i produttori locali. Chi porta il vino, chi porta le albicocche. Qualcuno porta le ciliegie, e le ciambelle.
In mezz’ora si riempiono i tavoli e, a parte i primi minuti di rodaggio, l’ingranaggio parte, e questi strani clienti vengono serviti. Arriva altra gente, che si aggiunge, si siede dove c’è posto, parla col vicino mentre l’ITALIA in tivù prende un gol, ma anche se in piazza la tivù non ce l’abbiamo la gente non è rimasta a casa a vedere l’ITALIA, perché l’ITALIA stasera è in piazza.
Mezz’ora sola per capire che il paese ha risposto compatto: i centoventi coperti previsti sono già esauriti. Qualcuno è costretto ad andare via, peccato penso, bastava avere un tantino più di fiducia e preparare qualcosa in più, ma fa niente. Per quelli che decidono di restare si cambia menù, gramigna all’ortolana, ché quella ce n’è, e prosciutto e melone. I meloni vengono dalle zone terremotate, l’incasso di questa serata in piazza andrà interamente là. Milena, il nostro Sindaco, ringrazia tutti con la sua voce gentile, la musica della banda riparte.
Alè, tutti serviti, tutti al tavolo che parlano, mi guardo intorno e nessuno si chiede cosa ha fatto l’ITALIA in tivù, perché per una sera siamo noi la Nazionale. Stasera giochiamo tutti per l’Emilia.
Mi viene un po’ il nodo in gola mentre sparecchio e i ragazzi della banda del paese iniziano a suonare un medley di famose colonne sonore, perché son bravi, perché stasera ci stan proprio bene, perché suonano anche Star Trek. E io guardo il telo dove è proiettata l'immagine dell'Emilia spezzata, poi guardo la mia gente seduta in piazza e penso che sì, ci sta proprio bene Star Trek, perché il Futuro ha inizio.
“ma anche se in piazza la tivù non ce l’abbiamo la gente non è rimasta a casa a vedere l’ITALIA, perché l’ITALIA stasera è in piazza.”
Le piazze sono, appunto, la storia dell’Italia. E sono allegre anche quando la storia è dolorosa
questo è ciò che mi piace, prima di essere presa per arrogante. mi spiace non essere capita o non essermi spiegata bene